sostegno-alle-famiglie

Sostegno alle famiglie

A livello personale posso dire che ogni incontro è stata una esperienza veramente importante,riuscire ad ascoltare e condividere le stesse esperienze, porta ad un accrescimento personale, ogni persona ha la propria storia, una storia intrecciata da episodi da momenti ed emozioni, storie di vita che lasciano il segno sulla propria pelle. Ogni racconto mille emozioni, uno caleidoscopio di esperienze che fanno percepire a pieno il senso che queste persone hanno vissuto con l’Estrofia Vescicale, le difficoltà le ansie i timori si riscoprono nella trama dei loro racconti e riuscire e leggere tra le righe di queste vite lo ritengo un privilegio.”
  
Francesco, un papà

Ciclo famiglie in condivisione

 Sono oramai sei anni che l’Associazione organizza ogni anno un ciclo di incontri denominato FAMIGLIE IN CONDIVISIONE.


Di cosa si tratta?
Sono quattro incontri durante l’anno di condivisione e crescita personale. Prendersi cura di se stessi, permette poi di affrontare le problematiche che si presentano nella vita emozionale del proprio figlio/a legate alla loro condizione con maggiore consapevolezza e con un bagaglio di strumenti che saranno d’aiuto a tutto il nucleo familiare. Il corso si svolgerà in V moduli che andranno a toccare gli aspetti della condizione del bimbo/a e dell’ospedalizzazione. Si affronteranno, inoltre, gli aspetti psicologici dello sviluppo e sessuologici, nonché gli aspetti pratici quali l’inserimento scolastico e le informazioni sulla gestione di stomie, presidi, ecc. Questi incontri hanno lo scopo di rileggere, con una visione arricchita di nuovi strumenti, l’esperienza della nascita di un figlio con delle condizioni che l’hanno costretto a vivere l’esperienza dell’ospedalizzazione.

Com’è organizzato il percorso?
Alcuni moduli sono organizzati e gestiti dal Dott. Massimo Di Grazia, psicologo. Tutti i moduli avranno uno spazio di condivisione e di lavoro di gruppo, la visione di filmati che toccheranno vari aspetti psicologici e relazionali su cui poi lavare insieme. Oltre al Dott. Massimo Di Grazia, c’è anche la Dott.ssa Caterina Ansuini per affrontare il linguaggio delle emozioni e dei vissuti con sessioni di arte terapia.

Come l’arte terapia può aiutare i familiari di pazienti con Estrofia Vescicale?
Il genitore di bambin*/ragazz* affetti da patologie dell’apparato sessuale si trovano fin dalla nascita del figlio a dover affrontare un’esperienza caratterizzata da forti situazioni di stress.
Vivono l’imminente preoccupazione nei confronti del proprio figli/e: preoccupazione per la loro salute e per la qualità della vita presente e futura, che è strettamente connessa al mondo di aspettative che si possono creare nei genitori.
Da qui possono derivare emozioni quali la paura, la rabbia, la frustrazione. Il sentimento di rabbia può derivare anche dal vissuto dell’ospedalizzazione: il genitore spesso prova rabbia nei confronti dell’equipe medica che non ha “saputo” prevedere, o riversa su questa la propria rabbia derivata dall’immagine del bambini/e idealizzato diverso dal
bambini/e reale, e da un proprio senso di colpa. Arrabbiato, il genitore, deve affidarsi e affidare le cure del proprio bambini/e all’altro. Fin dai primi mesi di vita, deve trovare fiducia durante la delicata esperienza di separazione dal figli/e nei periodi di ospedalizzazione che scandiscono le loro vite.
Durante questo percorso i genitori possono trovarsi a dover affrontare anche un senso di isolamento, distanti da altri genitori che non vivono lo stesso tipo di esperienza o non sentendo compresi i propri bisogni dello stesso partner e viceversa.
Il lavoro di arte terapia con e sulla genitorialità ha l’obiettivo di proporre al genitore un tempo distante dalla quotidianità, lontano in parte dall’essere genitore, o meglio dalle preoccupazioni dell’essere genitore di un bambino/a con patologia rara, preoccupazioni che finiscono con il divenire l’essere stesso della persona.
Viene dato ascolto al bisogno del genitore di ritrovare uno spazio proprio, al bisogno di concedersi di riscoprirsi, al bisogno di far emergere desideri e debolezze, senza la preoccupazione di essere giudicati.
Il fatto che tutto ciò avvenga all’interno di un gruppo, abbassa la preoccupazione del giudizio dell’altro: tutti i partecipanti possono liberamente avere un luogo e un tempo per sé, e da qui, possono insieme ripercorrere poi gli stadi della difficile e delicata esperienza dell’essere genitore di un bambino/a estrofico e di conseguenza anche gli stati emotivi ad esso connesso.
La dimensione del lavoro di gruppo assume un’importanza specifica, se si pensa che può permetterci non solo di non sentirci soli, ma anche di vedere le cose con altri punti di vista, poiché a volte è utile e confortevole avere la stessa opinione, ma è altrettanto utile ascoltare l’esperienza diversa dell’altro per poter vedere con occhi diversi la nostra.
Inoltre rapportarsi con l’altro significa anche lavorare sulla fiducia, altro elemento che caratterizza la vita di questi genitori: attraverso le attività e i materiali è possibile lavorare simbolicamente su cosa significa fidarsi, e soprattutto affidarsi e affidare una parte di sé.

Non c’è solo questo…

Il nostro convegno annuale è un appuntamento fisso e importante per l’Associazione, in questa occasione vengono organizzati momenti di condivisione e confronto con psicologi e terapeuti.
Durante l’anno siamo sempre a disposizione per ascoltare e aiutare tutti coloro che ci contattano. Molto spesso aiutiamo le famiglie ad entrare in contatto tra di loro, cosa c’è di meglio di parlare con qualcuno che sa quello che stai attraversando?

Esiste anche un gruppo WhatsApp dove pazienti e genitori si confrontano tra di loro, si ascoltano e aiutano. Questo gruppo è stato creato dai nostri soci che avevano e hanno il desiderio di restare in contatto, non è gestito dall’Associazione ma per entrare ti basterà inviare un’email di richiesta ad Alice info@estrofiavescicale.it e ci penserà lei a farvi entrare.